Da circa 16 anni chiedono che venga realizzato un marciapiede per la sicurezza dei pedoni lungo via Don Angelo Pedrinelli a Carvico – nel tratto compreso tra le ditte Larco System e Imec – lungo il quale transita quotidianamente un considerevole traffico di autoveicoli, che crea pericoli e disagi soprattutto ai bambini che devono prendere lo scuolabus o agli anziani che vogliono recarsi in paese.
Ad oggi, però, ancora nessuna amministrazione comunale ha provveduto. Per questo le cinquanta famiglie che abitano nella zona residenziale di via Don Angelo Pedrinelli – che in questi anni si è ingrandita con la costruzione di nuove abitazioni – si rivolgono alla nuova amministrazione comunale eletta nel giugno 2009 (la lista civica «Panzeri sindaco-Padani per Carvico», guidata dal sindaco Luigi Panzeri) perché intervenga per la sicurezza dei cittadini del quartiere, che abitano nelle vie Libertà, 1° Maggio, Donatori di Sangue e Organi, 8 marzo e Roccoli Medolago.
«Nel 2008 abbiamo scritto all’allora sindaco Attilio Bolognini – spiega un residente della zona, parlando anche a nome degli altri – ricordando la raccolta di firme presentata nel marzo 1994 all’amministrazione comunale dell’epoca per chiedere la realizzazione di marciapiedi per la sicurezza dei pedoni nel tratto tra la Larco e la Imec, a causa del notevole traffico di veicoli che transitavano sulla provinciale.
Una situazione divenuta ancora più invivibile, come abbiamo scritto al sindaco Bolognini, dopo l’apertura dell’asse interurbano fino a Bonate Sopra- Terno d’Isola e della galleria che unisce Villa d’Adda a Carvico. Il traffico è notevolmente aumentato lungo la provinciale nel tratto di via Don Pedrinelli, e per noi residenti è divenuto impossibile attraversare la strada senza il rischio di essere investiti.
Nelle ore di punta, poi, la coda di auto è costante». «In questo tratto di strada – continua la sua esposizione il residente della zona. – non ci sono strisce pedonali o dossi rallenta-traffico che aiutino l’attraversamento, e sono del tutto inesistenti sia il marciapiede, sia la pista ciclopedonale. I bambini e gli anziani sono in costante pericolo tutte le volte che si trovano a percorrere la banchina della provinciale, tra sassi, sporcizie varie e animali morti, finiti sotto le ruote di qualche automezzo.
Quando piove o c’è neve , oppure la sera, diventa poi ancora più pericoloso camminare sul ciglio della strada. Infine, le auto in sosta lungo la banchina costringono i pedoni ad andare sulla strada, con il rischio di essere investiti ».
«Chiediamo – concludono i residenti – che venga realizzato un marciapiede o una pista ciclopedonale per mettere in sicurezza questo tratto fino alla rotatoria, dove c’è la fermata dell’autobus della scuola, e una semaforo a chiamata con strisce pedonali per poter attraversare tranquilli la provinciale».
Il sindaco Luigi Panzeri, interpellato sul problema, ha fatto sapere che in Comune non c’è nessuna richiesta: «Gli abitanti di questa zona – dice – espongano il loro problema ai nostri uffici. Nel nostro programma amministrativo abbiamo inserito la realizzazione di marciapiedi in questa zona. Per attuarli occorre reperire le risorse finanziarie e sentire la Provincia che è proprietaria del suolo».
(Fonte: Eco di Bergamo - 12/01/10 - Foto: Angelo Monzani)
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