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Zanzare: le malattie, gli animali colpiti e la prevenzione

cane-e-gatto1{jathumbnail off}Con l'arrivo della bella stagione anche i nostri amici animali sono esposti all'aggressione degli insetti.

Vogliamo porre attenzione non tanto alle punture, quanto alle patologie trasmesse da questi vettori (dal latino vector significa "colui che porta") e in particolare alle malattie trasmesse dalle zanzare.

Le zanzare presenti nella zona dell'Isola bergamasca sono per lo più la Culex pipiens (zanzara comune) e Aedes albopictus (zanzara tigre). Si sviluppano sempre nell'acqua, le loro uova, infatti, possono essere depositate sulla superficie o sott'acqua; le femmine sono quasi tutte ematofaghe cioè succhiano il sangue dai più svariati animali (mammiferi, rettili, uccelli).

La maggiore attività della zanzara comune si registra nelle prime ore della sera fino all'alba, mentre la zanzara tigre è molto attiva durante il giorno; l'esposizione alle punture è quindi continua, 24 ore su 24.

Come trasmettono le malattie

I modi attraverso i quali le zanzare trasmettono malattie sono principalmente due, meccanico e biologico.

Nel primo, l'agente patogeno viene veicolato dalla zanzara che, comportandosi come un “ago che vola”, prende l'agente da un animale infetto, lo trasporta e lo introduce in un animale sano. Nel secondo, invece, l'agente patogeno si moltiplica o compie una parte importante del proprio ciclo vitale all'interno della zanzara.

Le malattie trasmesse

Nell’ambito dell’Isola bergamasca, la patologia più diffusa trasmessa dalle zanzare agli animali è indubbiamente la Filariosi cardiopolmonare, una malattia causata da un particolare tipo di verme, la filaria (Dirofilaria Immitis), che allo stadio adulto vive nel cuore destro e nelle arterie polmonari del cane. I parassiti adulti si riproducono e generano delle larve, le microfilarie, che circolano liberamente nel sangue.

Quando una zanzara punge un cane filarotico, questa ne risucchia le larve, che iniziano così un processo di trasformazione all’interno dell’insetto, compiuto il quale si localizzano nell’apparato succhiatore. A questo punto, quando la zanzara pungerà un cane sano, le microfilarie, rilasciate nel derma, lo infesteranno. La sintomatologia è data dalla presenza delle filarie a livello delle camere cardiache e alla reazione infiammatoria della parete dell’arteria polmonare. I sintomi sono molto variabili a seconda del tipo e della durata dell’infestazione; i principali sono legati all’insufficienza cardiaca e sono rappresentati da tosse, affaticamento, scarsa performance nel cane sportivo e da caccia e difficoltà respiratorie.

La diagnosi veterinaria muove dalla sintomatologia clinica, utilizzando la diagnostica per immagini e soprattutto gli esami del sangue. Esistono dei kit ambulatoriali che riconoscono in siero, plasma e sangue intero un antigene prodotto dalle filarie adulte anche quando la malattia non è ancora sintomatica. La cura della filariosi può essere rischiosa: è consigliabile quindi eseguire sempre la profilassi utilizzando dei farmaci in grado di uccidere le eventuali larve inoculate dalle zanzare infette.

La filariosi cardiopolmonare non colpisce solo il cane ma anche la volpe, il furetto e il gatto ed è proprio in quest’ultima specie che stanno aumentando i casi di filariosi. Nel gatto la filariosi può manifestarsi come forma acuta e cronica: nel primo caso il soggetto può anche morire improvvisamente per tromboembolismo senza avere in precedenza manifestato alcun sintomo.

Le zanzare possono trasmettere al cane anche la Filariosi cutanea causata da un verme, la Dirofilaria repens. I parassiti adulti si stabiliscono nel tessuto sottocutaneo degli ospiti recettivi mentre le larve possono muoversi liberamente e vengono di solito localizzate nel circolo sanguigno. La sua importanza è accresciuta dal fatto che può colpire anche l’uomo (zoonosi) e la sua incidenza è significativamente aumentata negli ultimi anni, diversi casi di positività sono stati riscontrati anche nelle nostre zone.

coniglio_2La Mixomatosi del coniglio è una malattia virale molto diffusa nel comprensorio dell'Isola bergamasca. Colpisce i conigli domestici, di allevamento e selvatici. Le zanzare sono i principali vettori, ma in generale tutti gli insetti ematofagi possono essere responsabili della trasmissione.

Le zanzare si infettano dopo un pasto su un animale ammalato o portatore e possono trasmettere il virus anche per 220 giorni. La malattia si manifesta con infiammazione delle palpebre, delle congiuntive, edemi, gonfiore localizzato alla base delle orecchie, alle narici, agli organi genitali con spurgo di materiale purulento e con la presenza di noduli soprattutto nelle zone senza pelo.

La morte, che sopraggiunge dopo 4-12 giorni, e' causata principalmente da inedia e da infezioni batteriche secondarie. La mixomatosi è una malattia soggetta a denuncia, come da disposizioni del Regolamento di polizia veterinaria. Non esistono cure efficaci per cui la mortalità è molto alta e può arrivare a decimare gli allevamenti; La prevenzione attraverso la vaccinazione sia dei conigli allevati in conigliere sia dei conigli domestici rimane uno strumento fondamentale per efficacia.

I cavalli possono essere colpiti dalla West Nile Disease (WND), malattia infettiva trasmessa dalle zanzare in particolare del genere Culex.cavallo_1 Il virus si mantiene nell’ambiente attraverso il continuo passaggio fra le zanzare e gli uccelli selvatici, nei quali può provocare anche una significativa mortalità e, occasionalmente, può essere trasmesso a diversi animali e all'uomo. Nell’uomo la WND è molto spesso asintomatica o si manifesta con sintomi lievi aspecifici; in casi rarissimi, soprattutto in persone anziane o con deficit immunitario, si possono presentare forme più gravi con sintomi di tipo neurologico. I cavalli colpiti mostrano sintomi quali debolezza, mancanza di coordinazione nei movimenti e instabilità (cadono spesso, tendono ad appoggiarsi). L'infezione può anche decorrere senza sintomi visibili.

Originaria dei paesi nordafricani recentemente si è diffusa con episodi epidemici in America, Europa, Medio Oriente e India. In questi ultimi anni la WND è comparsa in Europa, interessando vari paesi; in Italia, si è manifestata con soli casi equini (1998, Palude di Fucecchio, Toscana). Nel 2008 sono stati riscontrati casi clinici in Emilia Romagna (Ferrara, Ravenna, Bologna e Modena) Veneto (Rovigo, Padova e Venezia) e Lombardia (Mantova) e numerosi allevamenti di cavalli sono risultati positivi al virus della WND. Nell'Isola bergamasca non si sono riscontrati casi di questa malattia tuttavia è consigliabile, al fine di evitarne l'introduzione nelle nostre zone e preservare la salute dei soggetti, vaccinare i cavalli che si spostano periodicamente per concorsi, trekking o fiere.

canarino-foto-1Il Vaiolo del canarino è una malattia infettiva e contagiosa provocata da un virus: penetra nel corpo attraverso micro ferite della cute, della mucosa o ancora per via orale e aerogena e viene veicolato da insetti ematofagi come acari e soprattutto zanzare.

Esistono diverse forme di vaiolo con altrettanti livelli di gravità; ne consegue che i sintomi possono essere da molto lievi (e spesso sottovalutati o confusi con altre patologie) a molto gravi, con mortalità elevata. Il virus è molto diffuso in tutta Italia, probabilmente più che all’estero dove la vaccinazione è entrata nella routine d’allevamento. Contro il vaiolo non esiste una cura, si può solo prevenire mediante azioni di pulizia e igiene e, ovviamente, con la vaccinazione.

Vogliamo sottolineare che i casi conclamati di queste patologie si verificheranno nel prossimo autunno o inverno e che alcune malattie saranno talmente gravi allora da non potere essere più curate.

È quindi necessario agire adesso tramite una corretta e puntuale prevenzione.

La lotta a queste malattie si deve sviluppare su più fronti:

• Curare gli animali ammalati ed evitare che possano fungere da “serbatoio” della malattia.

• Allontanare le zanzare seguendo i consigli forniti da ogni Comune.

• Preservare dalle punture gli animali, proteggendo i loro ricoveri con zanzariere e dispositivi

anti-insetti, utilizzare prodotti insetto-repellenti compatibili con la loro specie.

• Consultare il veterinario per sapere quale trattamento di profilassi è il più appropriato per ogni specie.

Dott. Massimo Meroni

 

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